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PLASTIC FREE

Proteggere noi stessi e l’ambiente in cui viviamo: quando il 2020 è l’inizio di un futuro 100% plastic free.

Funzionale, multiuso, versatile, dannosa: è la storia della plastica, materiale considerato alla nascita come “miracoloso” e diventato poi, con il passare dei decenni, uno dei nemici più agguerriti dell’ambiente. La plastica, la cui nascita è datata intorno al 1870 con il brevetto della celluloide per opera di John W. Hyatt, ha perpetrato il suo viaggio verso il futuro assumendo forme e connotati sempre diversi. Parliamo di un materiale incredibilmente economico e durevole la cui scoperta e il cui utilizzo ha sicuramente portato a una semplificazione della nostra vita di tutti i giorni. Dal greco plastikḗ (tékhnē) ovvero “arte che riguarda il modellare”, la plastica è in effetti un agglomerato di particelle estremamente duttili e facilmente creabili in laboratorio che possono pertanto “diventare” tutto ciò che si desidera.
PVC, PET, PP, PS, HDPE, …: la sua struttura si può presentare sotto tante forme e controllando la composizione di molti oggetti a noi vicini la si può trovare sotto tante incomprensibili sigle. Sì, perché, la plastica è prodotta e utilizzata in una scala talmente vasta da averci letteralmente sommersi. Basti pensare, in particolare, al nostro mare, dove la fauna nuota intorno a rifiuti quali taniche, flaconi, bottiglie e molto altro. Non solo: con un tempo di biodegradazione di centinaia di anni, il materiale plastico intraprende nel corso della sua esistenza una inesorabile e microscopica decomposizione. Si sfalda e si scioglie, letteralmente, perdendosi nelle acque e nel terreno, per poi venire facilmente ingerita da animali e assorbita dalle piante. Ecco perché, molto spesso, i suoi residui arrivano ad inquinare non solo l’ambiente, ma anche… il nostro stomaco. A fronte di una situazione d’emergenza cresciuta di pari passo con l’aumento del suo utilizzo, stati e governi hanno iniziato a correre ai ripari. Al grido di allarme lanciato dai media e non solo (da citare, fra gli altri, l’attivismo della svedese Greta Thunberg alla quale si riconosce il merito di aver saputo sensibilizzare la popolazione mondiale anche su questo argomento), molte sono oggi fortunatamente le coscienze risvegliate. L’emergenza incombente ha intensificato nel mondo l’applicazione della raccolta differenziata oltre a dare il via alla diffusione di un nuovo concetto del vivere quotidiano: il “Plastic Free”.

Plastic Free.
“Liberi dalla plastica” è ormai un monito che ha larghissima risonanza tra i cittadini, ma soprattutto è indirizzato da precise direttive UE. Infatti, già dal luglio 2019, sono state varate le prime norme per la riduzione della plastica monouso per poi mettere definitivamente al bando, a partire dal 2021, tutti gli oggetti monouso quali posate, piatti, cannucce e cotton-fioc. Non solo, la stessa normativa prevede che entro il 2025 almeno il 30% delle bottigliette in plastica sia composto esclusivamente da materiali riciclati. Ogni Stato è chiamato all’applicazione di regole volte a ridurre il consumo di contenitori in plastica spesso utilizzati per alimenti o bibite da asporto o per trasportare la spesa del supermercato.
Aziende e imprese sono chiamati ad allinearsi con le nuove direttive proponendo prodotti sempre più liberi da materie plastiche. Già da questo 1° Gennaio 2020 l’Italia, con la legge n.205 del 27/12/2017, vieta la commercializzazione di prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche. Una strada ardua, ma comunque intrapresa, che ha come ultimo e nobile scopo quello di salvaguardare l’ambiente, con un notevole impatto positivo sulla nostra salute e, più in generale, sulla qualità della vita.
Seppur non ancora molto diffusa, sarà dunque presto abitudine leggere la dicitura “plastic free” in molte etichette di prodotti. Un cambiamento di mentalità drastico, per il quale occorre un intervento massivo e un’ampia opera di sensibilizzazione.
Non solo i componenti e le materie prime dei vari prodotti finiti, ma, come già in parte accennato, anche i vari contenitori dovranno diventare più virtuosi e così, ad esempio, sempre di più nelle scuole, fra i ragazzi, si stanno diffondendo le bottigliette/borracce in alluminio per bevande distribuite direttamente (o incentivate) da molti comuni italiani; non solo, molte aziende si stanno attivando, o si sono già attivate, nel sostituire i vari componenti plastici (come polyfoam, etc) troppe volte inseriti negli imballaggi.
Scegliere materiali in carta durevole, in metallo o in vetro sta diventando una scelta sempre più importante e addirittura obbligata: basterebbe pensare alle enormi isole di plastica presenti nei nostri oceani oppure ai circa 620 rifiuti presenti ogni cento metri lineari sulle nostre spiagge, dei quali l’80% è in plastica (indagine Legambiente).

Una nuova strada.
Un cambiamento di rotta che sembrava quasi impossibile, ma che è finalmente iniziato: un nuovo senso civico è pronto, forse, a renderci umani migliori. Se modernità e tecnologia sembrano a volte sopraffarci, saranno probabilmente ancora una volta loro le nostre migliori alleate… Ecco pertanto che con nuove leggi, un rinnovato buonsenso, ma soprattutto grazie alla ricerca delle aziende di nuovi e innovativi materiali e componenti, possiamo davvero iniziare un nuovo percorso che potrà portarci inizialmente ad un uso più consapevole di questo materiale per riuscire poi, con il tempo, ad arrivare ad un mondo completamente plastic free.

Cosa ha fatto Fra-Ber?
Nonostante la plastica sia un materiale vantaggioso per il trasporto dei prodotti, Fra-Ber sta lavorando per rispettare tutte le norme vigenti e realizzare prodotti più ecosostenibili sotto ogni punto di vista (dal packaging ai formulati).
Per iniziare infatti i due prodotti Soap Paste e Soap Glax Gel della linea mani sono stati aggiornati per non contenere microplastiche. Quest’ultime venivano inserite nei prodotti (quali detersivi per lavatrice, detersivi per la pulizia delle mani, dentifrici, esfolianti per la pelle, detersivi in polvere…) per aumentarne gli effetti di esfoliazione, abrasione e quindi di maggior pulizia. Le microplastiche essendo di dimensioni ridotte non vengono filtrate dagli impianti di depurazione delle acque finendo in mare dove vengono ingerite dalla fauna marina entrando così nella catena alimentare. Fra-Ber al posto delle microplastiche ha inserito delle microsfere non plastiche che permettono ottimi risultati di pulizia senza inquinare.
Inoltre il centro di ricerca e sviluppo di Fra-Ber sta lavorando per sostituire gli imballi di plastica vergine in uso con imballi costituiti da materiali con un tempo di degradazione molto inferiore rispetto alla plastica vergine e utilizzando confezioni con materiale già riciclato e riciclabile in modo da diminuire l’impatto ambientale sia a livello energetico che di risorse.

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